I problemi psicologici da Corona virus

Da giorni, i mass media stanno facendo un gran rumore sui danni psicologici provocati dal Covid 19. È allarme di nuovo, ma questa volta sotto la lente d’ingrandimento c’è la salute mentale dei cittadini, adulti e bambini. Si parla di eredità traumatica da Coronavirus, si avanzano possibili cure, anche farmacologiche.
Bene, prima di cadere in una nuova trappola, proporrei una pausa di riflessione.
Innanzitutto, chiamiamo le cose con il loro nome: questi non sono disturbi derivati da Covid 19, ma dalla gestione scellerata della dichiarata emergenza, ovvero terrorismo psicologico, reclusione, distanziamento fisico e sociale, eccetera.
Ora, la stessa fonte di informazione che ha generato il panico da virus, sta diffondendo il panico da postumi. Davvero vogliamo fidarci? Se ci fosse qualcuno, tra quella gente, interessato alla nostra salute psicofisica, non avrebbe evitato sia il primo terrorismo sia quello attuale?
Naturalmente, i disagi post-terrorismo ci sono, ma come affrontarli, a mio avviso, non andrebbe delegato agli stessi soggetti che li hanno causati.
Ogni epoca ha i suoi traumi, che si superano con la forza individuale e collettiva, con l’affetto e la vicinanza, con la solidarietà e la buona volontà. Sarà necessario trovare nuovi equilibri e un nuovo baricentro personale. Servirà molto amore e tanta determinazione a restare svegli.
È un lavoro impegnativo, ma ognuno può trasformare questa esperienza in chiave positiva.
Aiutiamoci l’un l’altro e, nel caso non si riuscisse da soli, rivolgiamoci a persone competenti e fidate, che siamo sicuri abbiano davvero a cuore il nostro benessere.
E soprattutto…
ATTENZIONE A NON CADERE IN UNA NUOVA IPNOSI-PSICOSI!
Buona scelta!
Samantha e Flavio

La pandemia degli zombie

di Samantha Fumagalli

Oggi voglio raccontare una storia. D’altra parte, cosa dovrei fare, visto che tra le altre cose faccio anche la scrittrice? Prima di iniziare, però, ci tengo a far presente che è una storia vera, anche se, come spesso accade, la realtà supera la fantasia. Se avete voglia di venire con me, partiamo…   

CORREVA L’ANNO 2011, quando il Pentagono elaborò un piano di strategia militare per far fronte a un’apocalisse di zombie su scala mondiale. I pianificatori militari assegnati al Comando strategico degli USA, tra il 2009 e il 2010, avevano creato uno scenario per far fronte a un attacco non convenzionale, che sfociò in un documento non classificato del 2011 dal nome di “CONOP 8888”.
Il piano prevedeva di eliminare la minaccia dei “morti viventi” e aiutare qualsiasi popolazione del mondo, compresi gli avversari tradizionali, come Russia e Cina, in caso di una Zombie Apocalypse.
Nel documento venne stilato un dettagliato elenco di 8 tipologie di zombie:
Pathogenic Zombies, morti viventi collegati a un’infezione virale o batterica;
Radiation Zombies, morti viventi collegati a radiazioni;
Evil Magic Zombies, morti viventi collegati a qualche tipo di magia nera;
Space Zombies, morti viventi collegati a elementi di origine extraterrestre;
Weponized Zombies, morti viventi armati;
Symbiant-Induced Zombies, morti viventi collegati a un organismo simbionte;
Vegetarian Zombies (VZ), morti viventi vegetariani (che non rappresentavano un grande pericolo, poiché si nutrono unicamente di vegetali);
Chicken Zombies, galline zombie, ovvero galline anziane, ormai diventate inutili, perché non fanno più uova, che vengono soppresse e a volte ritornano per vendicarsi.
Ogni fase dell’operazione fu discussa minuziosamente: dalle regole di ingaggio, all’addestramento generale, al richiamo di tutto il personale militare alle postazioni di lavoro, fino allo schieramento di squadre di ricognizione per garantire la sicurezza e ripristinare l’autorità dopo che la minaccia zombie fosse stata neutralizzata.
Lo scenario peggiore prevedeva un attacco su larga scala e con un elevato livello di trasmissibilità, evenienza, questa, che avrebbe richiesto l’esercito per le strade, la legge marziale e, naturalmente, il disinfettante per le mani, come si legge nel rapporto: “Sebbene nessuno di questi prodotti abbia mai indicato alcuna efficacia contro gli agenti patogeni di livello 4 di rischio biologico come l’Ebola, è del tutto possibile che tali prodotti possano limitare o ritardare la diffusione degli zombie basato sui patogeni, se impiegati correttamente”.
Tra le raccomandazioni degli strateghi del Pentagono non mancò neanche quella di bruciare i cadaveri, per assicurarsi che gli zombi fossero morti.
Ma il piano del Pentagono andò oltre e coinvolse nell’azione anche il Centers for Disease Control (Cdc) americano (Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie), che sarebbe stata la fonte migliore per respingere la pandemia.
Riguardo all’offensiva verso gli zombie emerse che, trovandosi di fronte a non-vivi, l’esercito poteva ritenersi libero di contrattaccare senza preoccuparsi delle leggi nazionali e internazionali, che regolano il trattamento degli avversari.

Bene, la storia è finita. Lo so, sembra uno scherzo, ma la notizia è confermata dal Dipartimento della Difesa statunitense, in un articolo pubblicato nel 2014 sulla prestigiosa rivista Foreign Policy, e dal capitano della Marina e portavoce del Comando strategico, Pamela Kunze.
Si tratterebbe di uno scenario coperto da segreto militare, che illustra le linee guida per aiutare le autorità a mantenere l’ordine pubblico e i servizi di base durante e dopo un attacco di zombie.
Forse una metafora per motivare l’esercito? Ma la CNN non ha accettato questa versione semplicistica, sostenendo che la preparazione e la completezza mostrate dal Pentagono su come affrontare a un simile scenario fosse piuttosto impressionanti per essere fittizie.

Non chiedetemi cosa significa tutto ciò, né cosa ne penso. Come ho detto, ho raccontato una storia…    

P.S. Chi nutrisse dubbi sulla veridicità di quanto narrato, potrà documentarsi su tutta la stampa ufficiale del 2014, dall’Ansa, al Secolo XIX, alla Stampa, a Fucus, fino ai siti di Centers for Disease Control and Prevention o di Difesa on line.

L’unica vera App che rende IMMUNI

L’unica vera App Immuni è l’abbraccio.

Rende IMMUNI dalla paura, dalla tristezza, dalla solitudine, dall’indifferenza, dall’odio, dalla crudeltà.

Rinforza il sistema immunitario.

Regala sorrisi.

Ci fa sentire accolti e amati.

Ci fa accogliere nel proprio cuore chi amiamo.

Fa sapere a chi amiamo che gli vogliamo bene.

La APP ABBRACCIO, inoltre, condivisa con molti in questa stagione, IMMUNIZZA DAL VIRUS, perché quando il virus è al suo minimo e il sistema immunitario al suo massimo, le probabilità di essere asintomatici si moltiplicano.

Pensa bene quale APP vuoi scaricare!

Riflessione personale sul virus

Essendo personale, forse non fregherà a nessuno, ma tant’è 😄

Detto sinceramente, questo povero virus mi fa quasi tenerezza. Uscito da un laboratorio, e subito trattato come un mostro. Temuto. Accusato dei crimini peggiori. Un minuscolo filamento di RNA sfruttato per generare panico, terrore, e decine di fobie. La fobia delle malattie, della morte, dei luoghi aperti, di quelli chiusi, delle persone… E odio. Odio per chi passeggia, per chi corre o va in bici, per chi gioca, ride, scherza o si abbraccia, per chi disubbidisce, per chi pensa diversamente. Odio per chi non si fa annichilire dalla paura. Un virus sfruttato per generare povertà, ubbidienza, abbattimento e limitare la libertà.
Ora, non è che questo scenario mi faccia arrabbiare o deprimere.
Onestamente, non me ne frega niente.
Non mi piace, perché è più bello vedere persone felici, che abbracciano la vita e si abbracciano tra loro, ma non mi tocca.
Se condivido informazioni diverse dalla narrazione ufficiale, notizie più sensate e rasserenanti; se scrivo che si può fare prevenzione, rinforzando il sistema immunitario al posto che chiudendosi in casa; se dico di usare bene il proprio tempo e far funzionare il proprio personale sistema di valutazione, se dico di accendere l’attenzione e la consapevolezza; lo faccio soltanto per invitare a pensare liberamente e a non diventare vittime di uno stato di ipnosi dilagante.
E lo faccio coerentemente, perché è ciò che pratico ogni giorno.
Durante questo periodo, io e Samantha, abbiamo reinventato il lavoro, registrato decine di audio per l’Accademia di Dermoriflessologia e per gli aggiornamenti professionali, scritto moltissimo (saggistica e narrativa), tenuto i contatti con persone splendide. Abbiamo rinforzato il legame con la natura e con gli aspetti magici della vita. Abbiamo letto e studiato. Riso moltissimo. Sentito. Pensato. E molto altro…
In sostanza, possiamo dire grazie a questo virus, per le incredibili occasioni che ci ha offerto.
E lo facciamo davvero: GRAZIE!
Ogni esperienza genera arricchimento, se sappiamo cogliere al volo le opportunità che offre.
L’augurio è che ognuno possa uscire da questa esperienza più ricco interiormente, più consapevole, più cosciente e con una scala di valori più vicina al proprio sentire.
Viva la libertà!

Dimensione interiore ed esteriore

DISTINGUERE TRA DIMENSIONE INTERIORE ED ESTERIORE
In questo momento di caos è importante saper distinguere tra dentro e fuori, tra ciò che siamo e ciò che osserviamo al di fuori di noi.
Interiorizzare l’allarme, le ingiustizie, la privazione di libertà è una procedura dannosa.
Coltivare la pace, la gioia, la felicità, la libertà interiori è il primo indispensabile passo per essere in armonia e per poter vedere con occhi limpidi e con cuore sereno. Nulla può alterare il nostro benessere interiore. Questa è l’unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno.
Il secondo passo è osservare e scegliere.
Se si prova indignazione di fronte alle circostanze esterne, si può decidere di adoperarsi affinché il mondo esterno corrisponda maggiormente alla pace e alla libertà, che regnano nel nostro mondo interiore. Ma senza che il primo inquini il secondo.
Il terzo passo è manifestare fuori da noi la bellezza che vive già nella nostra dimensione interiore.

UN UOMO PUÒ ESSERE LIBERO ANCHE IN CATENE,
COSÌ COME PUÒ ESSERE PRIGIONIERO SENZA CATENE.

Felice vita!
Samantha Fumagalli

Ci credi alla vita dopo…?

NEL VENTRE DI UNA MADRE C’ERANO DUE BAMBINI.

Uno chiese all’altro: «Ci credi in una vita dopo il parto?».
L’altro rispose: «È chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci a quello che verrà più tardi».
«Sciocchezze, – disse il primo – non c’è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?».
«Io non lo so, – rispose il secondo – ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora».
Il primo replicò: «Questo è un assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione».
Il secondo insistette: «Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico».
Ma il primo contestava: «Sciocchezze, e inoltre, se c’è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel post-parto non c’è nient’altro che oscurità, silenzio e oblio. Non ci porterà da nessuna parte».
«Beh, io non so, – disse il secondo – ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi».
Il primo replicò: «Mamma? Tu credi davvero alla mamma? Questo è ridicolo. Se la mamma c’è, allora, dov’è ora?».
Il secondo disse: «Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere».
Il primo concluse: «Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esista».
Anche il secondo concluse: «A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù».

Con questa storia, uno scrittore ungherese ha spiegato l’esistenza di Dio e della vita oltre la vita.

La più grande azione luci-ferica degli ultimi decenni

La mia visione spirituale dei recenti avvenimenti

di Samantha Fumagalli

È nella più assoluta confusione che cadono, finalmente, i paradigmi della realtà. Quella illusoria.

La descrizione del mondo, così come è stata insegnata, inizia a vacillare, a disgregarsi. Si ascolta tutto e il contrario di tutto. Non si sa più a cosa credere, non si sa più cosa sia vero e cosa falso.

È panico? No, è fantastico. Inebriante!

È dal caos che nasce la consapevolezza. Dalle tenebre che sgorga la luce.

Quando non si hanno più stampelle a cui appoggiarsi, l’unica opzione praticabile è imparare a camminare sulle proprie gambe.

Si è fatto un gran parlare di Nuova Era, di risveglio delle coscienze, di illuminazione.

Bene, l’occasione è arrivata! Su scala mondiale.

Reclusione, annichilimento, repressione, incertezza, paura, oscurità. Tutti sentimenti che generano attrito. Dall’attrito si sprigiona la scintilla, dalla scintilla divampa il fuoco. E il fuoco è l’elemento spirituale per eccellenza.

Non a caso, fin dalle antiche scuole iniziatiche, la Prova del Fuoco corrisponde alla Prova della presenza di Spirito.

Il fuoco è luce. E chi può promuovere il risveglio della coscienza di essere scintille divine, consapevoli e responsabili, se non Lucifero, il portatore di luce?

Perdonate la mia antica simpatia per l’angelo più bistrattato di tutti, il prediletto di Dio, a cui è stato affidato il compito più scomodo, ingrato e difficile di tutti: generare attrito perché si accenda la scintilla della coscienza divina negli esseri umani. Scintilla che fa divampare il fuoco dello Spirito.

Una domanda sorge spontanea: perché il risveglio non può accadere gentilmente, a opera di un angioletto buono e tenerone che insegna agli uomini a volersi bene?

Semplice! Perché nessuno può risvegliare nessuno. Nessuno può dare l’illuminazione a nessuno.

Ci è stato regalato il privilegio del libero arbitrio e ognuno può e deve scegliere da solo. È un compito esclusivamente individuale quello di risvegliarsi alla consapevolezza di essere una scintilla di Dio. E per accendere la scintilla divina è indispensabile l’attrito, esattamente come lo è per accendere un fuoco.

“Andrà tutto bene”, secondo me, non è un buon mantra, perché viaggia sulle note di “stai tranquillo, continua a dormire, ci pensiamo noi a te”. È l’antitesi della luce.

Andrà tutto bene è narcotizzante. Persino un po’ noioso.

Scegliere, svegliarsi e restare svegli, disegnare la propria realtà, il proprio presente, il proprio futuro. Usare la fantasia, la creatività, l’iniziativa, l’intraprendenza, il coraggio, la gioia. Questo è elettrizzante, divertente, vitale.

Nel risveglio, l’unico pericolo da cui guardarsi è quello della superbia, che farebbe dimenticare di essere parti di Dio. Scintille di un Tutto e non il Tutto stesso. Come scintille possiamo co-creare, nel rispetto delle leggi universali, della Natura e delle altre creature, con umiltà e senso di condivisione.

Alla Luce dei fatti, bisognerebbe essere grati per la grande occasione che è stata offerta all’umanità. A ciascuno di noi.

Il mio augurio è che ognuno possa attraversare e superare la Prova del Fuoco e scoprirsi più ricco, consapevole, spirituale e umile.

Mandala del Sole

Dal libro MANDALA DEGLI ASTRI di Samantha Fumagalli, aperto alla pagina del Mandala del Sole.

Il Mandala del Sole dona energia, vitalità e salute. Rende più attivi, propositivi e generosi. Rafforza la volontà e la perseveranza. Regala ottimismo, fiducia, autostima, lealtà, autorità, successo e potere. Opera positivamente sul fronte economico e propizia la buona fortuna in senso lato.Se volete appenderlo in casa per armonizzare gli spazi, è consigliato per il soggiorno, la sala, lo studio, l’ufficio.